Il primo santo di oggi ha un nome molto celebre ma poco comune: Abbondio. Deve la sua notorietà al Manzoni, che scelse il nome del patrono di Como, nonché vescovo della città lariana nel V secolo, per raffigurare il poco animoso curato dei Promessi sposi: don Abbondio.
Sant’Abbondio di Como fu tutt’altro che un personaggio codardo, pigro e schivo, come è raffigurato il personaggio manzoniano.
Probabilmente di origine greca, di Salonicco, venne inviato da papa Leone I Magno a Costantinopoli come legato pontificio presso l’imperatore. Il compito, difficilissimo, fu quello di sedare il conflitto dottrinale suscitato dal vescovo Nestorio. Abbondio a Costantinopoli trovò l’imperatore Marciano e con maestria riuscì a ribadire la dottrina cattolica sulle due nature in Cristo, tornando a Roma vincitore. Il premio fu la predicazione tra le montagne del Ticino e la carica di vescovo di Como, città nella quale viene festeggiato come patrono il 31 agosto. La scelta del Manzoni, dunque, appare ingiustificata, è ha contribuito a trasformare un santo coraggioso e capace, in un codardo e poco di buono.
Un altro santo festeggiato il 31 agosto è Raimondo Nonnato. Cardinale spagnolo vissuto nel ‘200, fu maestro generale dell’Ordine dei Mercedari (religiosi che si prodigavano di liberare i prigionieri cristiani fatti schiavi dei musulmani). Prima impiegò tutte le sue sostanze per pagarne il riscatto, poi si offrì come ostaggio per assicurarne la liberazione. È il protettore degli schiavi e, soprattutto, delle ostetriche e dei neonati. Quest’ultimo patronato è ricordato nel soprannome “Nonnato”, che significa “Non-nato”, ossia non partorito dalla madre viva, bensì estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce.
E già che abbiamo parlato di parto, vi racconto le principali superstizioni sul tema. Per un parto sicuro è necessario pettinare la partoriente all’inizio delle doglie, toglierle di dosso forcine, collane e tutto quanto abbia di metallico. Quando il parto è lungo e difficile, si crede sia colpa della madre che ha cucito durante un giorno di festa; l’antidoto più indicato è, in questo caso, lo scucire una delle vesti che indossa. Agevola il parto indossare una calza, una pantofola o una scarpa del marito.
Secondo la credenza popolare, una delle poche cose che riesce bene di venerdì, è il parto: si dice, infatti, che chi nasce in questo giorno è al sicuro dal malocchio e dalle stregonerie.
Nei quaranta giorni precedenti al parto, la gestante deve evitare di spennare polli, fare bucato e toccare il sale, altrimenti le sue mani restano deboli per sempre. Sgravandosi di una femmina, la madre guarisce anche dai dolori che l’affliggono, mentre partorendo un maschio, i mali si aggravano.