Puntata tutta dedicate alle sante Bibiana e Barbara, ad iniziare dai proverbi. Il primo è questo, in dialetto di Varese, ma conosciuto in tutta Italia: S’al piö a säntä Bibiánä, al piö par ‘na stimánä Il significato è chiarissimo; se piove a santa Bibiana (2 dicembre), piove per una settimana. Bibiana, infatti, per via della rima, è da tempi immemorabili una delle sante scelte per fare previsioni del tempo.
Al proverbio lombardo risponde in modo irriverente un proverbio della montagna bolognese. La Bibianèla, la da nel cul a só sorèla [avr]. Cioè, La Bibbianella, lo dà nel sedere a sua sorella, proverbio che indica appunto che il giorno dopo santa Bibiana, (la Bibianella) fa il contrario di quello che succede il 2 dicembre.
Ma chi era santa Bibiana. Difficile dirlo. Di certo si sa solo che una vergine con tale nome venne martirizzata a Roma nel IV secolo. Il resto è leggenda. Bibiana sarebbe comunque nata a Roma nel 347, figlia di Flaviano, prefetto di Roma. Quando il padre, cristiano, venne ucciso per aver dato sepoltura a tre martiri cristiani, Bibiana e la sorella Demetria furono perseguitate. Bibiana in particolare venne arrestata, incarcerata e condannate a morire d’inedia: salva per miracolo venne allora affidata alla tenutaria di un bordello, ma Bibiana restò salda nella fede. Allora pensarono bene di legata a una colonna e di flagellata con fasci di verghe e pallini di piombo e infine di decapitata: per questo è invocata contro il mal di testa.
E ora santa Barbara, festeggiata il 4 dicembre
Anche di Barbara non si sa quasi nulla: solo leggende.
Per inciso, di quasi tutti i martiri dei primi secoli non c’è praticamente nulla di storico. Quasi sempre leggende e testimonianze scritte 4-500 anni dopo.
Secondo la tradizione Barbara era una bella e ricca giovane che, per essersi convertita al Cristianesimo e avere fatto voto di castità, venne imprigionata in una torre dal padre Dioscuro. Il genitore, non riuscendo a farle cambiare idea, la consegnò alle autorità e, dopo lunghe torture, la decapitò con le sue stesse mani. Quasi tutti i patronati a lei attribuiti sono legati al modo nel quale il padre venne poi punito: un fulmine lo uccise incenerendolo subito dopo l’uccisione della figlia. Il culto si diffuse moltissimo a partire dal IX secolo, dapprima quale protettrice dai fulmini, poi, per estensione, ella divenne patrona degli artificieri e delle polveriere (le cosiddette santabarbare), dei vigili del fuoco italiani, dei campanari (che dai fulmini sono minacciati), dei bombardieri, dei fabbricanti di armi, dei cacciatori, dei fucilieri, dei minatori, dei carpentieri, dei metallurgici e dei fabbri ferrai. Nelle campagne è invocata, oltre che a protezione dai fulmini, anche contro i temporali e gli animali nocivi.
Per chiudere, annotatevi il tempo che farà per santa Bibiana, domenica 2 dicembre. Se vi piace, è lo stesso che farà per la settimana entrante, altrimenti, c’è la sorella Bibianella che di certo rimescolerà le carte.