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Channel: Trasmissioni – Con i piedi per terra
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Nel lunario la Notte di Valpulga

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Agri 955_20130223_Tranche 03-1Oggi vi parlerò di streghe. Lunedì 25 febbraio è la festa di santa Valburga di Heindenheim. Valburga – Valpurga come molti la chiamano – non era una strega, ma a causa della coincidenza della data della sua traslazione con un’antica festa pagana di inizio primavera, il nome della santa è ormai un tutt’uno con la “notte delle streghe. La “Notte di Valpulga”, in quasi tutta Europa, dalla Scandinavia alla Germania, è la notte delle streghe. A lei, o meglio alle streghe della notte di Valpurga, hanno dedicato libri, dipinti, opere musicali e girato film. Tra questi, la citazione di Goethe nel suo Faust. Valpurga in realtà visse nell’VIII secolo, fu una monaca missionaria inglese, badessa di Heidenheim – una cittadina tedesca vicina a Stoccarda – che, a suon di miracoli, diventò la patrona degli agricoltori. E’ che come spesso accadeva, per i cattolici, le feste pagane erano d’imbarazzo, e spesso si sceglieva un santo popolare per sostituire riti propiziatori in apparenza sacrileghi con qualcosa di più ortodosso, come il culto di una amata santa come Valpurga.
Suo malgrado perciò, la notte tra il 30 aprile e il primo maggio (giorno appunto della traslazione), la tradizione vuole che tutte le streghe del Nord e del Centro Europa si ritrovino insieme sul monte Brocken in assemblea, per compiere terribili malefici e innominabili malie.
Magari non tutto è vero, ma nel caso, vi spiego come fare a proteggersi dalle stregonerie.
Secondo un’antica credenza, il sistema migliore per scoprire le streghe è fermarsi a un crocevia e porre il mento tra i rebbi del forcone. I giorni più indicati sono quelli preferiti dalle streghe per le riunioni: il venerdì, l’Epifania, la ricorrenza di san Giovanni Battista (24 giugno) e la notte di Valpurga ovviamente.
Per allontanare le streghe da casa ed evitarne i malefici, si sfrutta una delle loro debolezze. Qualsiasi strega, grande o piccola che sia, secondo la tradizione, ha infatti l’abitudine di contare ogni cosa che le si presenti innanzi: che siano i fili di una scopa o dei grani di sale, e finché non hanno finito la conta non possono fare nulla. E così, per proteggersi, è sufficiente tenere una scopa di saggina sulla soglia di casa; sacchettini di grani di sabbia, di sale, di semi di miglio o di panico, o quanto ci sia di difficile da contare. Un sistema semplicissimo infine, che non necessita di nessun oggetto, è l’atto di incrociare le gambe, dato che le streghe temono la croce.
Per chi invece vuol essere stregato, ecco un proverbio romagnolo:
Al strigh s’t’a li vu considerè, int una vècia no ti affissè, parchè una zovna la t’pò strighé.
Se le streghe vuoi considerare, in una vecchia non ti fissare, perché una giovane ti può stregare.


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